"Mamma faccio da solo"

"Ci sono momenti in cui sai che sta crescendo....."
recita la voce narrante dell'ultima pubblicità del FORMAGGINO MIO mentre una mamma che sembra appena uscita dal parrucchiere-stilista osserva compiaciuta il suo bambino che strascina una sedia per prendere un piatto di pasta col formaggino posizionato sul tavolo della cucina,senza chiedere l'aiuto di nessuno;sta crescendo e vuole fare da solo.

Quante di noi si trovano ogni giorno davanti alle proprie piccole pulci che  puntano i piedi rivendicando il loro diritto all'indipendenza?


I bambini sono una forza della natura che combattono ogni giorno per crescere,imparare e farsi spazio nel mondo;sono come quegli alberelli piantati ai bordi delle strade e rinchiusi in un quadrato di terra circondato da cemento che noi utilizziamo per abbellire le città e creare zone d'ombra;ma quelle giovani piante poi crescono e con una forza impetuosa spaccano il cemento per far crescere le loro radici e se ne fregano di rovinare un bel marciapiede della zona residenziale,loro vogliono vivere e sta a noi aiutarli a crescere creando per loro le condizioni più adatte al loro sviluppo o mortificarli in piccoli spazi ristretti sapendo che prima o poi spaccheranno il cemento.

Tutti noi ci siamo innervositi almeno una volta di fronte alla lentezza di nostro figlio che voleva ,per esempio,vestirsi da solo .
Tutti noi almeno una volta ci siamo sostituiti a lui per "sbrigarci prima perché tu non lo sai fare sei troppo piccolo" guadagnandoci così un bel muso lungo o un interminabile "capriccio".
La verità è che fare il genitore significa aiutare nostro figlio a tirar fuori il meglio che già c'è dentro di lui ,e noi invece molto spesso  confondiamo l'educare col "plasmare" i nostri bambini, (che di per se sono esseri  perfetti) per trasformarli in  bravi robottini che la società possa apprezzare.

Consapevole di questa debolezza genitoriale e dopo aver letto diversi libri della magnifica Maria Montessori mi sono messa in attesa ,questa volta pronta a fare il bravo genitore,del fatidico:
"momento in cui sai che sta crescendo"....

L'occasione è arrivata nel momento di fare la cacca.

Fino al giorno prima la situazione era più o meno questa:
"mamma beni(vieni)devo fare la cacca,palla(falla)anche tu qui bicino(vicino) a me" 
e io mi dovevo subire 15 minuti di puzza,faccine contorte per lo sforzo(vietato ridere se no si arrabbia) e tutti i nomi che Samuel dava ad ogni pezzetto di cacca che sfornava mentre io stavo seduta sul bidet accanto al wc prima col pancione e poi con Elena che voleva partecipare alla riunione....di gabinetto!!!!

Poco tempo fa la musica è cambiata e mi sono ritrovata un ometto orgoglioso che mi diceva:
"mamma esci pori(fuori) che devo fare la cacca , bai(vai) via che mi lavo da solo!!!
ed io tra me e me aspettando fuori dalla porta del bagno "oh ave Maria Montessori , io credo in te e nei tuoi metodi ma una prova più facile non me la potevi dare?Questo ora mi smerda tutto in bagno e si sporca pure le mutande"....
"Abbi fede!!!" mi ha risposta una voce di donna e cosi io ho atteso in silenzio.

Dopo circa venti minuti di rumori strani Samuel esce tutto soddisfatto dal bagno 
"Mamma ho pinito(finito),guarda.."
e mi fa accomodare in bagno che non era poi tanto messo male,ed io sollevata gli ho chiesto se si era anche lavato e se mi faceva vedere,lui prontamente:
"Certo mamma, mi sono labato(lavato) il cullo(culo)da solo guarda" e si abbassa i pantaloni mettendosi a 90° e spostandosi una chiappetta con la manina "bedi (vedi) mamma che sono pullito(pulito) e il suo viso si è illuminato di un immenso sorriso di soddisfazione.
Io,che ho passato i venti minuti di questo primo "parto solitario "di mio figlio a camminare avanti ed in dietro fuori dalla porta in attesa della "nascita" ,ho tirato un sospiro di sollievo e ho proposto a Samuel alcune modifiche al bagno.

  • Abbiamo comprato un bel porta sapone liquido a forma di elefantino col quale "solo lui e sua sorella e altri bimbi"potevano lavarsi le manine e la faccina.
  • Ho messo uno sgabbellino di plastica dell' ikea in bagno in modo che lui potesse lavarsi da solo nel lavandino.
  • Gli ho regalato un asciugamanino "personale" da appendere in un pomello alla sua altezza così che potesse anche asciugarsi da solo.
Da quel giorno sono diventata una "Montessoriana" devota e ho cominciato il cammino verso l'indipendenza mia e di mio figlio.
 





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